Il biotopo e la forra di Santa Giustina - Tassullo (Trento), Trentino-Alto Adige - Itinerari

Tra i comuni di Tassullo e Taio, in provincia di Trento, nella suggestiva Val di Non, merita una visita la piccola Riserva Naturale di Santa Giustina. Il parco tutela una tipologia ambientale di assoluto interesse, quello della forra, per la presenza di una profonda gola scavata dalle acque, sul cui fondo scorre il torrente Noce. La particolare morfologia del luogo, che rimane schermato per gran parte del giorno dai raggi solari diretti, unitamente alla presenza del corso d’acqua e delle correnti d’aria fredda ad esso associate, contribuisce a determinare un microclima locale molto particolare, caratterizzato, soprattutto durante la bella stagione, da marcati fenomeni di inversione termica rispetto alle ben esposte aree circostanti. Poche decine di metri sono infatti sufficienti per passare da un versante assolato, caratterizzato dalla presenza di specie eliofile come il pino silvestre o la lucertola muraiola, ad un bosco “umido”, dove vegetano il tasso e il peccio. La presenza di ripide e quasi inaccessibili pareti rocciose contribuisce poi a diversificare ulteriormente l’ambiente.
Per le sue caratteristiche intrinseche la forra, escluse le zone più larghe e di facile accesso, ha mantenuto tratti di vegetazione originaria di grande valore naturalistico. Da segnalare, soprattutto, la presenza di rigogliosi boschetti di olmo montano (Ulmus glabra), mentre il sottobosco è arricchito da specie rare come Festuca gigantea. Degna di nota è anche la localizzazione del sito. Il biotopo si configura infatti come una sorta di “isola naturale” al centro di una vasta distesa di meleti, che caratterizza le quote inferiori della Val di Non. La sua insostituibile presenza permette di conseguenza a una serie di specie animali, come ad esempio i rapaci, di sopravvivere in un territorio altrimenti divenuto inospitale. Nonostante l’aspetto apparentemente selvaggio, il territorio è stato oggetto di pesanti modificazioni ad opera dell’uomo. L’ultima in ordine di tempo, ma nel contempo anche la più eclatante, è stata lo sbarramento della forra con una diga, che ha creato un grande bacino artificiale a scopo idroelettrico: il lago di Santa Giustina. La costruzione di quest’opera faraonica, alta 152 metri, ha determinato lo sbarramento del corso del Noce e la formazione del più vasto invaso artificiale del Trentino, capace di contenere 172.000.000 di metri cubi di acqua. 
L’area era oggetto di frequentazione regolare da parte dell’uomo ben prima della costruzione della diga. In corrispondenza di un vasto riparo sottoroccia scavato anticamente dal corso del Noce, sono infatti visibili e visitabili ancor’oggi i resti dell’eremo di S.Giustina. A dispetto dei documenti scritti, che lo nominano per la prima volta nel 1537, il romitorio è in realtà ben più remoto e a testimonianza di ciò un’antica tradizione vuole che qui si sia ritirato per qualche tempo addirittura lo storiografo frà Secondo Da Trento, vissuto tra il VI e il VII secolo. Di certo la presenza di un eremita è attestata fino al 1782 anche se va ricordato come il romitorio venisse abitato solamente durante la bella stagione in quanto l’“eremita” trascorreva comunque i freddi e nevosi mesi invernali a Dermulo. A tutt’oggi la gola è ancora facilmente raggiungibile e in parte percorribile grazie alla presenza dei resti della succitata strada di accesso alla diga e al sentiero SAT O 529, il quale le attraversa percorrendone entrambi i versanti. In verità da qualche anno a questa parte, da quando per la precisione il torrente Noce ha distrutto la passerella che ne consentiva il passaggio, il tratto occidentale del sentiero è ufficialmente chiuso al transito e la relativa segnaletica di conseguenza è stata oscurata. Rimane invece regolarmente percorribile il percorso orientale che collega Dermulo con l’eremo. Il Servizio Conservazione della Natura sta predisponendo un progetto per la manutenzione e la valorizzazione del sentiero esistente in modo da rendere fruibile l’area protetta compatibilmente con la conservazione dei valori naturalistici presenti.

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10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
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